Odini: “Dai dazi ai costi che aumentano: le sfide dell’agroalimentare”

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Di seguito l’articolo di Alex Odini, Presidente Soci Cia di Mantova, pubblicato dalla Gazzetta di Mantova.

Cia Agricoltori Italiani: la nostra storia, la nostra missione – Cia Agricoltori Italiani si appresta ad iniziare il percorso congressuale, momento fondamentale per la vita dell’Organizzazione. Nata nel 1955 come Alleanza Nazionale dei Contadin, Cia si occupa di promuovere la tutela e lo sviluppo della figura dell’imprenditore agricolo e della sua impresa, la salvaguardia del reddito degli agricoltori, i diritti del lavoro agricolo esercitato come impresa, l’affermazione del settore primario nel sistema economico italiano, la competitività delle imprese sui mercati e l’affermazione nella società e la cultura della terra, intesa come bene di tutti, limitato e non riproducibile.

Cia Agricoltori Italiani punta su agricoltura sostenibile con attenzione a qualità, sicurezza, educazione alimentare, tutela e valorizzazione dell’ambiente, agroturismo, foreste, agricoltura biologica, energie alternative.

Fornisce consulenza fiscale alle persone attraverso il CAF, assistenza e tutela in sede amministrativa e giudiziaria per il riconoscimento dei diritti previdenziali, sociali e sanitari dei lavoratori dipendenti e autonomi di tutti cittadini, italiani e stranieri, attraverso il patronato INAC.

Tempo di congresso

Il Congresso rappresenta ogni volta una sorta di rinascita, un’occasione di analisi del momento congiunturale che si sta attraversando,  di incontro e confronto sullo stato dell’agricoltura , sulle problematiche attuali e sulle prospettive future.

Nei primi mesi del 2026 tutte le Province Cia svolgeranno i loro Congressi Provinciali, successivamente seguiranno i Regionali e il percorso si concluderà con il Congresso Nazionale.

Di fatto l’agricoltura italiana ed europea stanno subendo un attacco dalla Commissione Ue: la PAC attenuata con il Fondo Unico e un taglio di quasi il 30% per il settore faranno l’Europa a brandelli. I dazi e le crisi globali fanno il resto.

La presidente della Commissione europea poteva donare credibilità all’Europa, rafforzare coesione e autorevolezza dell’unione a difesa dell’unica leva di sviluppo e competitività possibile, ovvero la sua sicurezza alimentare.

Purtroppo, invece, la PAC è stata disintegrata. Fortunatamente stanno giungendo i pagamenti degli anticipi, Pac, attesi dalle imprese agricole: l’annuncio di Agea sull’avvio della prima tranche di pagamenti della Politica Agricola Comune, pari a 363,5 milioni di euro, in particolare al Centro-Sud, di cui 285,9 milioni in aiuti diretti e 77,6 milioni per lo sviluppo rurale, è stato accolto con favore.

Per quanto riguarda lo stato dell’agricoltura in Lombardia, nel 2024 il peggioramento economico del sistema agricolo ha mostrato segnali di stabilità e crescita, con un valore aggiunto del 10% circa trainato principalmente dai settori lattiero-caseario (la Lombardia produce il 47% del valore aggiunto del comparto lattiero-caseario) e suinicolo, a differenza del settore vitivinicolo e cerealicolo, che sono in difficoltà.

Le esportazioni agroalimentari continuavano a crescere ma il settore doveva, come sempre, affrontare l’aumento dei costi di produzione. Regione Lombardia ha cercato di mitigare l’impatto dando misure di sostegno che, tuttavia, on potevano essere risolutive.

Il peso dei dazi

Nel 2025 il Made in Italy agroalimentare ha perso terreno sotto la pressione dei dazi Usa: ad agosto, le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti, secondo dati ISTAT, sono crollate del 22% rispetto allo stesso mese del 2024, con una perdita di 126 milioni di euro in trenta giorni. Risulta quindi evidente un trend negativo che va consolidandosi.

Da aprile 2025 le vendite oltreoceano sono in calo per il terzo mese consecutivo dopo anni di crescita costante. Tra giugno e agosto le perdite superano già i 210 milioni di euro. Questo rallentamento si riflette anche sull’andamento complessivo del 2025: nei primi otto mesi, la crescita annua dell’export agroalimentare italiano verso gli Usa si è di fatto azzerata, contro l’incremento del 19% registrato nello stesso periodo del 2024.

Significa che, mentre tra gennaio e agosto 2024 l’aumento tendenziale delle esportazioni era stato di 802 milioni di euro, nello stesso periodo del 2025 è stato solo di 1 milione. I dazi Usa, uniti al cambio euro/dollaro sfavorevole, stanno colpendo l’export di qualità, mettendo in difficoltà migliaia di imprese agroalimentari. Bisogna agire con tempestività per salvaguardare anni di lavoro e presenza nel mercato USA.

Donne in Campo

I problemi dell’agricoltura purtroppo sono tanti, su tutti il difficile ricambio generazionale. Avvicinarsi al settore primario è difficile per gli alti costi di inizio attività, i nuovi ingressi avvengono solamente in situazioni di passaggio fra familiari.

L’agricoltura è anche rappresentata da quelle piccole realtà insediate in aree poco vocate che producono prodotti di nicchia e rivestono un ruolo fondamentale nel presidio del territorio: vanno tutelate e va loro garantita una sostenibilità, in primo luogo per la loro va lenza sociale.

Cia Agricoltori Italiani, attraverso la propria associazione Donne in Campo, ha approntato un insieme di interventi fondamentali per sostenere la permanenza delle donne e delle loro famiglie agricole nei territori e per trasformare l’impegno quotidiano delle imprenditrici in sviluppo per tutto il Paese.

Tra le proposte, l’introduzione del co-manager dell’imprenditrice agricola, per garantire la continuità dell’attività durante i periodi di gestazione, maternità o assenza forzata, consentendo alla donna di scegliere personale di fiducia.

Centrale anche la richiesta di mantenere e potenziare i punti nascita nelle aree interne, superando lo scoglio demografico che oggi ne determina la chiusura. Altro punto è il rilancio dei consultori familiari rurali, come presidi di medicina di genere e sostegno psicologico per donne e giovani agricoltori.

Fra le priorità, inoltre, valorizzare il ruolo sociale delle imprese agricole femminili, riconoscendo la loro capacità di offrire servizi educativi e di assistenza nelle comunità: fattorie didattiche e sociali, agriasili e agriturismi come centri di welfare di prossimità.

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