Macchine agricole: ancora attesa per il decreto attuativo sulla revisione. Situazione di proroga informale

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L’obbligo di revisione di macchine agricole e operatrici è ad oggi ancora lettera morta, non essendo ancora stato emanato dopo 3 anni il relativo decreto attuativo. 

Il termine per le macchine agricole immatricolate prima del 31 dicembre 1973 è scaduto infatti il 31 dicembre 2017 ma mancando il decreto attuativo non sono pochi gli imprenditori agricoli che, in possesso delle trattrici in attesa di revisione, che si sono chiesti come comportarsi in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine.

La Cia, attraverso l’ufficio relazioni sindacali, aveva a suo tempo chiarito che la situazione configuratasi può considerarsi di proroga informale. “Dopo il 20 maggio 2015 non si è più avuta notizia in merito alla revisione se non dei continui rinvii contenuti, di anno in anno, nel decreto Milleproroghe. Nessuna sanzione sembra possa essere ingiunta dalle forze dell’ordine, in caso di circolazione su strada con trattori immatricolati prima del 31 dicembre 1973, sprovvisti di revisione. Mancando il decreto attuativo la legge non è applicabile”.

Secondo quanto riportato da Agronotize il decreto ora sarebbe pronto e nelle mani del Ministero dei Trasporti. Ci vorranno però settimane, ma più probabile mesi (sei quelli ipotizzati dal Mit) affinché la situazione si possa sbloccare.

“Centinaio ha fatto quanto promesso e ha sdoganato, per quanto riguarda il Mipaaft, tutta la parte legislativa e burocratica” ha spiegato Alessandro Malavolti, presidente di FederUnacoma ad Agronotizie, anche se l’anno si è chiuso e del decreto non c’è ancora traccia. “Ora la palla è nelle mani del Mit che deve avere l’ultima parola trattandosi di un decreto attuativo del ministero dei Trasporti in cui quello dell’agricoltura rientra per un concerto. Il problema è che a farne le spese sono gli agricoltori. Seppur in calo, gli incidenti in agricoltura sono ancora molto alti e nei primi 8 mesi del 2018 l’Inail ha registrato 86 incidenti mortali, uno ogni tre giorni. “In Italia abbiamo oltre 100 morti tutti gli anni e, oltre a essere il fanale di coda dell’Europa, siamo uno dei pochi settori rimasti sprovvisti di revisione” ha specificato Malavolti. 

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