Costi di produzione e materie prime alle stelle! Cia torna a manifestare

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L’agricoltura non può fermarsi. Stop caro-energia e carburanti, prezzi dei prodotti al ribasso

Roma, 16 marzo 2022 – Prosegue la mobilitazione di Cia-Agricoltori Italiani. Dopo l’appuntamento al Nord di Rossiglione di fine febbraio scorso, sarà il Sud di Scanzano Jonico, in provincia di Matera, luogo di una nuova manifestazione dei produttori e degli allevatori di Cia che, domenica 20 marzo dalle 10 alle 13raggiungeranno Piazza del Commercio partendo da Via Salvo D’Acquisto, per dire nuovamente basta a costi di produzione alle stelleenergia e carburanti triplicati in un anno, prezzi dei prodotti agricoli al ribasso danni da fauna selvatica per miliardi. 

Tanti agricoltori italiani torneranno, dunque, a dire “Basta!” insieme alle Cia di Basilicata, Calabria, Sicilia, Campania, Molise e Puglia, esprimendo forte preoccupazione per le ripercussioni della guerra in Ucraina sull’economia agricola italiana, sull’approvvigionamento di materie prime fondamentali per le produzioni e gli allevamenti, dal gas al mais, con le imprese del settore sempre più costrette a lavorare in perdita, con prezzi che non riescono più a coprire i costi delle attività, tra il 120% delle bollette energetiche, il carburante che ha raggiunto quote insostenibili e i rincari sui fertilizzanti del 170%.

Senza dimenticare le criticità che il comparto stava già affrontando da tempo, come l’emergenza fauna selvatica che necessità di una riforma radicale della Legge 157 del 1992. Una normativa troppo datata per riuscire ad affrontare un problema ormai fuori controllo con +111% di cinghiali in circolazioneoltre 200 milioni di danni all’agricoltura 469 incidenti, anche mortali negli ultimi quattro anni.

Ma l’agricoltura non si può fermare, ribadisce a gran voce Cia che rinnova così il suo appello, scendendo anche in piazza, affinché si tuteli un settore estremamente strategico per il Paese, ancor più alla luce della pandemia e anche ora con il mondo in bilico per il conflitto in Ucraina. Il comparto agricolo è garante assoluto di cibo e, per questo, le sue aziende devono essere messe nelle condizioni di poter continuare a lavorare.

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