Progetto AlpFoodway: Cia Lombardia sostiene la candidatura del cibo alpino a patrimonio Unesco

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Cia-Agricoltori Italiani Lombardia partecipa come osservatore al progetto di cooperazione europea AlpFoodway e sostiene la candidatura del cibo alpino e la sua cultura a patrimonio immateriale Unesco.

La posizione è stata ribadita in una riunione tenutasi lo scorso 27 giugno in Regione Lombardia, a cui Cia Lombardia ha preso parte (assieme ad altri enti e associazioni di categoria), rappresentata dalla Vicepresidente Lorena Miele.  

Alpfoodway è un progetto che comprende sei paesi dell’arco alpino (Italia, Svizzera, Germania, Austria, Slovenia, Francia) rappresentati dai 14 partner e dagli oltre 40 osservatori che ne fanno parte.

È partito 3 anni fa, promosso e curato dal Direzione Generale Regionale Cultura, con lo scopo di documentare e salvaguardare i cibi alpini con la cultura e le pratiche da cui derivano.

“Ogni prodotto alimentare della Alpi ha una sua storia, le sue tradizioni, le pratiche agricole ed artigianali necessarie a produrlo, che si traducono anche in tipica gestione del territorio, il cui risultato sono i paesaggi alpini. Alpfoodway vuole salvaguardare e documentare tutto questo”, spiega Lorena Miele.

Il patrimonio alimentare viene dunque interpretato non solo attraverso i “prodotti” ma come motore per uno sviluppo economico sostenibile e innovativo, che investe su abilità, competenze, saperi tradizionali e sperimenta modelli innovativi di partecipazione.

Fino ad ora il progetto si è svolto raccogliendo documentazione e video testimonianze che sono andati ad implementare gli archivi etnografici e il registro delle eredità immateriali di Regione Lombardia. Lo scopo è quello di documentare i valori culturali comuni, e con essi le pratiche, legati al patrimonio alimentare alpino.

Tra le attività comuni documentate vi è la gestione dei pascoli, le latterie turnarie, un torchio comune per il vino in Valtellina, e la testimonianza di alcuni agricoltori di montagna.

“Si vuole implementare il concetto di salvaguardia partecipata, ossia diffondere la conoscenza di queste attività e della cultura che le accompagna allo scopo di mantenerle nel tempo e salvaguardarle. L’obiettivo è realizzare un inventario partecipato del patrimonio alimentare e culturale alpino”, aggiunge Lorena Miele.

Il tutto viene poi avvalorato attraverso al candidatura del cibo alpino e la sua cultura a patrimonio immateriale dell’UNESCO.

Le firma si stanno raccogliendo attraverso una petizione sottoscrivibile on-line sul sito www.alpfoodway.eu o mediante cartoline.

Per sostenere sui territori la candidatura è stata anche elaborata la “Carta dei Valori del Patrimonio Alimentare Alpino”. Si tratta di un documento partecipativo e condiviso che mobilita ogni cittadino, associazione, società e istituzione ad assumersi la responsabilità nell’assicurare la salvaguardia del Patrimonio Alimentare Alpino e nel supportare la sua candidatura.

Il 4 ottobre 2018, durante la Mid Term Conference di progetto, è stata lanciata a Innsbruck la petizione a sostegno della Candidatura Multinazionale. Attraverso la piattaforma partecipativa www.alpfoodway.eu le comunità, i decisori politici, le associazioni, i produttori, le ONG possono sostenere la candidatura firmando online la petizione www.alpfoodway.eu/sign-petition.

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