PETIZIONE CIA ALTA LOMBARDIA SUL PROBLEMA DANNI DA CINGHIALI

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                                                                                                                             All’Assessore Fabio Rolfi, 

Alla Commissione Agricoltura        

 Alla Giunta regionale

 Oggetto: Ungulati petizione.

La continua crescita esponenziale degli ungulati (cervi, cinghiali e caprioli) sul nostro territorio, sta sempre più mettendo in ginocchio la nostra agricoltura per via degli ingenti danni provocati alle colture, portando gli agricoltori all’esasperazione, sai per la demoralizzazione di vedere il proprio lavoro distrutto, sia per i cospicui danni economici subiti e non adeguatamente risarciti.

I fatti hanno dimostrato che la sola caccia non è sufficiente a contenerne le popolazioni, le quali stanno sempre più crescendo a scapito dell’agricoltura e dell’ambiente.

La situazione è tale per cui aumentare semplicemente il periodo di caccia e le giornate settimanali in cui è possibile cacciare non sarà sicuramente sufficiente a contenere il fenomeno, tenendo inoltre conto che nelle zone non vocate alla presenza del cinghiale la caccia a questa specie non è ammessa.

Oltre a ridurre generalmente il numero di ungulati, occorre garantire la rimozione di quegli individui che invadendo i terreni coltivati li danneggiano. Il selecontrollo effettuato da personale volontario, anche se non sufficiente, era comunque una parziale soluzione del problema, l’averlo vietato non ha fatto altro che peggiorare la situazione.

Le limitazioni e i requisiti previsti nel dgr dell’11 giugno 2018, al fine di autorizzare proprietari e conduttori di fondi al controllo del cinghiale, sono tali da rendere il provvedimento poco efficiente.

La situazione è grave e non più sostenibile da parte degli agricoltori, la non risoluzione del problema mette seriamente a rischio di chiusura numerose aziende agricole.

La chiusura delle nostre aziende agricole di montagna, da una parte danneggia economicamente i nostri territori, dall’altra danneggia anche l’ambiente, ricordiamo infatti quanto la cura del territorio svolta dall’agricoltura sia fondamentale per contenere il degrado ambientale, concausa di smottamenti e inondazioni.

Quindi intervenire efficacemente sull’adeguato contenimento degli ungulati è necessario ed urgente, pertanto

                                                                                  CHIEDIAMO

  1. La pianificazione e la realizzazione di efficienti strategie di contenimento degli ungulati, che prevedano opportuni piani di abbattimento, che vengano completamente realizzati, non solo attraverso l’attività venatoria, ma anche avvalendosi di dipendenti statali quali potrebbero essere i carabinieri forestali, opportunamente addestrati, o altre forze dell’ordine, visto che la legislazione vigente non permette l’impiego di figure volontarie e la gravità della situazione è tale per cui non si può né sperare né attendere una modifica della legge nazionale.
  2. La protezione dei terreni coltivati attraverso il tempestivo abbattimento dei capi che con le loro azioni li danneggiano, avvalendosi di guardie venatorie, carabinieri forestali o qualsiasi altra forza dell’ordine.
  3. Un adeguato risarcimento alle aziende agricole per i danni subiti, che pur non ovviando alla demoralizzazione di vedere i propri campi devastati e il proprio lavoro umiliato, almeno può compensare il danno economico.

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