L’agricoltura è un comparto strategico per l’economia, per la tutela del territorio e per la sicurezza alimentare del Paese. È questo il messaggio che emerge dalla puntata di “Economia & Territori”, la trasmissione del gruppo Netweek dedicata ai temi economici che riguardano famiglie, imprese e comunità locali.
Ospite della puntata del 27 giugno è stata Lorena Miele, vicepresidente di Cia Lombardia, che ha illustrato le principali criticità che stanno affrontando le aziende agricole italiane, ma anche le opportunità per costruire un futuro più sostenibile e competitivo.
Nel corso dell’intervista è stato affrontato innanzitutto il tema del caro prezzi. Se da una parte i consumatori vedono aumentare il costo della spesa, dall’altra gli agricoltori continuano a lavorare con margini sempre più ridotti. «Chi ci guadagna da questa situazione sicuramente non sono gli agricoltori», ha spiegato Miele, ricordando come solo una piccola parte del prezzo finale pagato dal consumatore arrivi effettivamente a chi produce. Nel frattempo le aziende agricole devono fare i conti con l’aumento dei costi di energia, carburanti, mangimi, fertilizzanti e materie prime, senza poter determinare autonomamente il prezzo delle proprie produzioni.
Ampio spazio è stato dedicato anche al valore del Made in Italy e della qualità delle produzioni agricole nazionali. L’agricoltura italiana opera infatti nel rispetto di regole tra le più severe al mondo, garantendo elevati standard di sicurezza alimentare e tracciabilità. «Non basta produrre cibo, bisogna produrre anche cibo salubre», ha sottolineato la vicepresidente di CIA Lombardia, evidenziando come molti prodotti provenienti da Paesi extraeuropei siano realizzati con sostanze e pratiche non consentite nell’Unione europea.
Tra i temi centrali dell’incontro anche il ruolo dell’agricoltura nella salvaguardia del territorio. Gli agricoltori, infatti, non si limitano a produrre alimenti, ma svolgono quotidianamente un’importante funzione di presidio ambientale, mantenendo coltivati i terreni, curando boschi, alpeggi e terrazzamenti e contribuendo alla prevenzione del dissesto idrogeologico. «Il cibo è un bene importante, fondamentale per una nazione. Se una nazione non è in grado di produrre il cibo, questa nazione è a rischio», ha affermato Miele, ricordando come la sovranità alimentare rappresenti oggi un tema sempre più strategico.
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista ha riguardato il ricambio generazionale. Oggi la maggior parte delle aziende agricole è guidata da imprenditori con oltre cinquant’anni e sono ancora pochi i giovani che decidono di proseguire l’attività di famiglia. Una situazione che, secondo Cia Lombardia, richiede politiche mirate per garantire redditività alle imprese, facilitare l’accesso al credito, sostenere i nuovi insediamenti e favorire percorsi di formazione e affiancamento tra agricoltori esperti e nuove generazioni. «L’80% dei genitori che fanno agricoltura non consigliano ai loro figli di rimanere nel campo perché c’è demoralizzazione», ha spiegato Miele, sottolineando come la passione, da sola, non basti se il lavoro non viene adeguatamente riconosciuto e remunerato.
Nel corso della trasmissione si è parlato anche della necessità di una Politica Agricola Comune forte, capace di sostenere il reddito delle aziende e garantire la sicurezza alimentare europea, oltre che dell’urgenza di alleggerire il peso della burocrazia che grava quotidianamente sulle imprese agricole.
Il messaggio conclusivo è di fiducia, ma anche di responsabilità. Nonostante le difficoltà, l’agricoltura resta un settore imprescindibile per il futuro del Paese. «Il cibo è un bene fondamentale», ha ricordato la vicepresidente di Cia Lombardia, evidenziando come una popolazione mondiale in continua crescita renda sempre più centrale il ruolo di chi produce alimenti sani e di qualità. Sostenere l’agricoltura significa quindi investire non solo nell’economia, ma anche nella salute dei cittadini, nella tutela del territorio e nelle nuove generazioni di imprenditori agricoli.
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