Tre giorni alla scoperta di un’agricoltura che custodisce il territorio, rinnova le tradizioni e guarda al futuro attraverso il coraggio delle nuove generazioni. È questo lo spirito che ha accompagnato il Viaggio in Campo di Donne in Campo Lombardia in Friuli Venezia Giulia dal 18 al 20 ottobre, un’esperienza fatta di incontri, storie imprenditoriali e relazioni capaci di creare un ponte tra territori diversi, ma accomunati dagli stessi valori.
Il percorso è iniziato a Valle Nalon, nel territorio di Marano Lagunare, dove Tiziana Moretti, presidente di Donne in Campo Friuli e apicoltrice, ha accolto il gruppo in un ambiente naturale di straordinaria bellezza. Tra valli di pesca, prati, boschetti e alberature, l’equilibrio tra attività produttive e tutela dell’ecosistema diventa un esempio concreto di convivenza tra uomo e natura.
Qui le api trovano un habitat protetto, fondamentale in un momento storico in cui l’inquinamento e le malattie ne minacciano la sopravvivenza. Accanto alla produzione di miele, Tiziana ha raccontato il proprio lavoro di ricerca sull’estrazione etica del veleno d’api, illustrando un approccio che mette al centro il benessere degli insetti e il rispetto dell’ambiente.
La giornata si è poi conclusa ad Aquileia, con la visita alla Basilica e ai suoi celebri mosaici, testimonianza di un patrimonio storico e artistico capace di raccontare, ancora oggi, il dialogo tra uomo, fede e natura.
Il secondo giorno ha portato il gruppo nel cuore della Carnia, all’agriturismo Al Tulin di Montenars, dove Gabriella, Asia e la loro famiglia rappresentano una storia di crescita costruita con determinazione. Partiti nel 2001 da una piccola stalla, hanno saputo trasformare l’azienda in una realtà biologica che alleva pezzate rosse friulane e produce latte-fieno, caciotte, stracchini, ricotta affumicata e burro, mantenendo vivo il legame con la montagna e con la pratica dell’alpeggio estivo.
L’azienda è anche un agriturismo, una fattoria didattica e sociale, dove il lavoro quotidiano diventa occasione di incontro con bambini, famiglie e visitatori.
Qui il gruppo ha conosciuto anche un giovane apicoltore di Gemona, che dopo gli studi in ingegneria ha scelto di mettere le proprie competenze al servizio dell’azienda di famiglia, dimostrando come innovazione e radici possano procedere insieme. Il viaggio è poi proseguito a Cividale del Friuli, tra scorci suggestivi e testimonianze di una storia millenaria che continua a vivere nelle sue strade e nei suoi paesaggi.
La terza giornata è stata dedicata alla Benecija, nelle Valli del Natisone, territorio di confine dove la cultura slovena continua a rappresentare un elemento identitario prezioso. A San Pietro al Natisone, Elisa ha raccontato la scelta di recuperare l’azienda agricola del nonno, rimettendo in funzione la stalla e il caseificio di famiglia e avviando una produzione di formaggi a latte crudo che oggi richiama clienti anche da fuori valle.
Ad Altana, l’incontro con Caterina, Tiziana e Bruna ha permesso di conoscere l’esperienza delle Donne della Benecija, associazione nata per creare una rete tra imprese agricole, artigianali, gastronomiche e ricettive, trasformando la collaborazione in uno strumento concreto di valorizzazione del territorio. Tra le testimonianze, quella di Bruna Passetti, impegnata nella conduzione biodinamica dei vigneti dell’azienda Flaibani, dove l’osservazione della natura guida ogni scelta produttiva.
A dare voce al significato più profondo dell’esperienza è Morena Torelli, Presidente di Donne in Campo Lombardia: «Ogni Viaggio in Campo lascia qualcosa di prezioso, ma in Friuli abbiamo incontrato donne che, con passione e coraggio, custodiscono il territorio e costruiscono il futuro delle loro comunità. Torniamo a casa con nuovi legami, nuove idee e la conferma che condividere esperienze significa crescere insieme.»
Il viaggio si è così concluso con la consapevolezza di aver incontrato realtà diverse, unite dalla capacità di innovare senza perdere il legame con la terra. Un patrimonio di esperienze che rafforza la rete di Donne in Campo e conferma come il confronto tra territori rappresenti uno degli strumenti più efficaci per valorizzare il ruolo delle imprenditrici agricole e immaginare, insieme, il futuro dell’agricoltura italiana.
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