Coronavirus: Cia, comparto vino a rischio; subito interventi governo e Ue

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Il vino italiano rischia seriamente il tracollo, occorrono interventi urgenti da parte del Governo nazionale e dell’Unione Europea per evitare una crisi del settore senza precedenti. Ad aggravare la situazione, la possibilità ventilata dalla Francia di intervenire con fondi propri per sostenere misure di ritiro, e più specificamente di distillazione, anche per le produzioni di qualità.

È Cia-Agricoltori Italiani a lanciare l’allarme sul comparto vitivinicolo del Paese.

Mentre le cantine sono ormai piene di prodotto, infatti, alla vigilia della nuova campagna, a causa della chiusura dei canali Ho.re.ca. le vendite registrano un pesantissimo -50% rispetto agli anni precedenti.

Per questo motivo Cia-Agricoltori Italiani ha chiesto alle Regioni di fare il punto al più presto per intraprendere iniziative a difesa delle produzioni del Paese.
“I tempi non consentono di rimandare le scelte da fare, anche perché il comportamento messo in campo dalla Francia, nostro diretto competitor, potrebbe essere devastante per le nostre produzioni”,  spiega il Presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino. 
“Occorrono, quindi, accanto a risorse finanziarie nazionali anche aiuti concreti dell’Unione Europea – continua Scanavino -. L’approccio della Commissione europea nei confronti del comparto vitivinicolo al momento non è all’altezza del rischio default che sta correndo il settore”.

“Una misura concreta per il settore sarebbe quella di finanziare la pratica della potatura verde”, ha aggiunto Davide Calvi presidente di Cia Pavia e viticoltore pavese.

Nella gestione e nella potatura della vite, per potatura verde si intendono tutti gli interventi che consentono di regolare lo sviluppo della chioma della vite e di equilibrare il rapporto tra superficie fogliare e produzione. Pratiche, queste, che consentono di selezionare i tralci più adatti alla produzione, eliminando quelli indesiderati, e di creare un ambiente idoneo alla maturazione dei grappoli, regolandone il numero, la disposizione e l’esposizione.

“La misura è ammessa a livello europeo anche se di fatto, al momento, non ci sono fondi per attuarla”, ha concluso Calvi.

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