Lago Maggiore, via libera all’innalzamento a 1,40 metri

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Il via libera all’innalzamento del livello massimo del Lago Maggiore fino a 1,40 metri è stato formalizzato il 29 aprile 2026, dalla Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità di Bacino del fiume Po.

La decisione rappresenta un passaggio atteso e strategico per la gestione della risorsa idrica nel Nord Italia e viene oggi richiamata nel più ampio quadro della gestione delle riserve idriche del bacino padano.

La misura consente un incremento della capacità di accumulo stimato tra i 20 e i 30 milioni di metri cubi, senza nuove infrastrutture, ma attraverso una revisione dei livelli di regolazione del lago.

Un intervento particolarmente rilevante in uno scenario segnato dalla riduzione dell’innevamento alpino e da una crescente variabilità climatica che impatta direttamente sulla programmazione irrigua.

Per il comparto agricolo si tratta di un risultato di forte impatto operativo: l’acqua accumulata in primavera potrà essere resa disponibile nei mesi estivi, quando il fabbisogno irriguo è massimo. Benefici diretti sono attesi soprattutto per la risicoltura della Lomellina e per le principali aree agricole del pavese e del milanese, oltre che per l’intero sistema irriguo della pianura padana alimentato dal Ticino.

La misura rafforza stabilità produttiva, continuità colturale e sicurezza idrica delle imprese agricole. La decisione è il risultato di un lavoro congiunto tra istituzioni italiane ed elvetiche, coordinato dall’Autorità di Bacino del fiume Po con Regioni, consorzi e portatori di interesse, e rappresenta un tassello rilevante nella strategia di adattamento ai cambiamenti climatici.

Nel percorso che ha portato all’approvazione erano presenti le Regioni coinvolte, gli enti del sistema idrico e i rappresentanti del mondo agricolo, tra cui Cia Lombardia rappresentata dal vicepresidente Italo Landino. 

“A livello regionale il deficit di riserve idriche è del 37% inferiore rispetto alla media del periodo di riferimento. Si tratta di una situazione critica soprattutto perché manca la neve. Bene abbiamo fatto, nel corso dello scorso tavolo regionale, a invitare alla cautela e quindi far crescere il livello dei laghi”, ha dichiarato Massimo Sertori, assessore regionale.

“Nella riunione abbiamo chiesto di posticipare ancora, per quanto possibile, la stagione irrigua per continuare a stoccare risorsa ed evitare riduzioni eccessive dei livelli dei laghi. Abbiamo inoltre chiesto ai gestori degli invasi idroelettrici di proseguire ad accumulare il più possibile risorsa idrica”, ha aggiunto lo stesso assessore.

“Apprendo con favore la disponibilità di tutti i componenti del tavolo di fare la propria parte e mi fa piacere poter dar comunicazione che l’innalzamento della quota massima di regolazione del lago Maggiore fino a 140 cm è finalmente possibile. Questo ci consentirà potenzialmente di accumulare altri 30 milioni di metri cubi di acqua”, ha concluso Massimo Sertori.

“Innalzare il livello del Lago Maggiore è un esempio concreto di adattamento ai cambiamenti climatici. Siamo riusciti ad aumentare la disponibilità idrica senza nuove opere o infrastrutture”, ha evidenziato Alessandro Delpiano, segretario generale dell’Autorità di Bacino del fiume Po.

Una misura che, alla vigilia della stagione irrigua, viene accolta dal settore agricolo come uno strumento strategico per garantire maggiore disponibilità d’acqua, stabilità produttiva e capacità di adattamento in uno scenario climatico sempre più complesso.

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