Intervista a Rossano Bellettati, Presidente di Cia Est Lombardia

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Riproponiamo l’intervista pubblicata il 10 luglio nell’edizione cartacea del Giornale di Brescia a Rossano Bellettati, dalla sua attività di viticoltore all’impegno sindacale.

Colle San Giuseppe, l’unica cantina della città
È condotta da Rossano Bellettati (Presidente di Cia Est Lombardia), che punta anche sul metodo classico

BRESCIA – È l’unica cantina attiva sul territorio comunale di Brescia: a gestirla Rossano Bellettati, attuale presidente della sezione cittadina della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) impegnato tra l’attività sindacale e quella di produttore di vino all’ azienda agricola Colle San Giuseppe, posta in località Badia, nei pressi del rinascente Castello Malvezzi.

Una realtà storica del territorio, fino al 2011 gestita da Mario Pasolini, vignaiolo a più riprese lodato dal grande Luigi Veronelli per i suoi vini schietti e senza compromessi come il mitico Ronco di Mompiano.

Dopo la sua scomparsa, l’azienda è rimasta «vacante» per un paio d’anni fino al subentro, nel 2013, di Bellettati, milanese, classe 1964, perito agrario proveniente dal settore zootecnico e cerealicolo: dal 1997 si è trasferito nel Bresciano per lavorare in campo enologico con il cognato Pierangelo Bonomi e Piero Villa, con i quali ha anche gestito il Pusterla (ora di proprietà della Monte Rossa di Cazzago San Martino), il più grande vigneto urbano d’Europa.

«Ho maturato anni di esperienza nel settore del vino – spiega Bellettati – Per questo quando si è presentata l’occasione di rilevare l’attività di Pasolini ho deciso di provarci, rilanciandola con la nuova denominazione. In totale abbiamo 4 ettari di vigneto, più uno in conduzione in Franciacorta: in omaggio alla tradizione produco ancora il Ronco di Mompiano con le vecchie piante del 1978, ma anche il Nebbiolo, nobile vitigno piemontese che a Brescia nessuno coltiva. Ho anche diversificato, puntando sul metodo classico: faccio tutto da solo, non compro uve, spumantizzo qui sul colle, brut, non dosato, riserva, pas dosé. Ma non è facile».


In totale al Colle San Giuseppe arriva ogni anno una media di 6.000 bottiglie, che si spingono fino in Sicilia, Puglia e persino a New York. «Strano, non riesco a trovare un mercato in città: mentre i miei sono prodotti naturali, artigianali, da raccontare e da capire” sottolinea Bellettati,  entrato nella giunta della Cia, diventando vicepresidente per due mandati e assumendo la leadership bresciana nel 2024.

«L’attività sindacale mi ha sempre appassionato, forse perché gli agricoltori non sono mai tutelati a sufficienza» rimarca. «Ho cercato di dare il mio contributo al rilancio dell’associazione a livello locale e devo dire che sono soddisfatto: non è stato un impegno facile, ma sono riuscito a creare un gruppo che ha saputo rispondere alle aspettative dei soci con servizi puntuali e innovativi, riportando i bilanci in attivo”. in termini di tutela e innovazioni, rivitalizzando il bilanciamento tra parte sindacale e assistenziale».

La sezione bresciana fa parte con Cremona e Mantova di Cia Est Lombardia, che nel 2026 procederà all’elezione del nuovo vertice. «C’è bisogno di noi perché oggi per fare l’agricoltore la passione non basta più: tutto sta cambiando, soprattutto nel clima che vanifica la certezza dei raccolti, e il futuro si presenta sempre più complesso».

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